LEGO presenta il primo personaggio con gli apparecchi acustici

Educare alla diversità attraverso i giocattoli è possibile?

Quanto sarebbe bello vivere in armonia con le altre persone senza palesare continuamente le differenze inevitabili che esistono tra tutti gli esseri umani? Una delle cose più importanti che possiamo fare per includere è partire dai momenti di gioco dedicati ai bambini.

Chi di noi non ha mai giocato con i famosi LEGO?

Essere in grado di riflettere la vita moderna nei set LEGO è un concetto che la famosa azienda danese ha notevolmente sviluppato dal 1932 ad oggi.

Alcuni anni fa, nel 2016, il Gruppo LEGO ha compiuto in silenzio un enorme passo per riflettere ulteriormente la vita reale, inserendo nella sua gamma di mini-figure un ragazzo in sedia a rotelle accompagnato da un cane guida. E Internet è esploso a questa notizia!

Ma non è finito qui l’impegno di LEGO nella disabilità: in arrivo nel nuovo set LEGO City Main Square una delle mini-figure indossa un apparecchio acustico.

Per le migliaia di giovani che portano gli apparecchi acustici è un enorme passo avanti, perché spesso vengono considerati “diversi” dagli altri e hanno difficoltà a sentirsi veramente rappresentati da ciò che vedono in TV, nei libri, nei film o nei giocattoli con cui giocano.

I bambini che giocano ai LEGO diventano supereroi, astronauti, rock star, e molto altro ancora. L’educazione alla diversità è fondamentale, ecco perché avere mini-figure su sedia a rotelle o con un apparecchio acustico è un passo incredibilmente positivo che permette a tutti di rispecchiarsi per creare avvincenti avventure nel mondo dei mattoncini colorati!

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐞𝐢, 𝐩𝐮𝐨𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐬𝐢𝐚𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚.

 

Sentire la sveglia non sarà più un problema

Se hai difficoltà uditive o semplicemente fai fatica a sentire la sveglia non devi preoccuparti! Esistono vari tipi di sveglie che possono fare il caso tuo.Quale tipo di sveglia scegliere per chi ha difficoltà uditive?

Sveglie sonore

Sono le sveglie più comunemente utilizzate in cui un suono preimpostato si attiva al momento prestabilito. Esistono anche modelli di sveglie che aumentano il ritmo del suono gradualmente svegliandoti lentamente.

Sveglie a vibrazione

Queste sveglie sono appositamente studiate per chi ha problemi di udito. Sono dotate di uno “sheker” che può essere posto sotto il cuscino e all’ora prestabilita inizia a vibrare. Oltre alla vibrazione si può impostare anche la suoneria, che può essere regolata fino ad un volume extra forte di circa 95 dB. Il vantaggio di questa sveglia è che, se utilizzata solo con vibrazione, non disturba le  persone che dormono nella stessa casa.

Sveglie luminose

Un altro modello è dotato di funzioni di sveglia con segnali luminosi. Al momento prestabilito si attivano dei flash che si intensificano gradualmente che possono essere eventualmente associati ad una suoneria. Anche questo modello di sveglia salvaguardia il riposo delle persone che dormono nella stessa casa che non vengono svegliate se si utilizzano solo i flash luminosi.

Trova la tua sveglia ideale

Presso Centriudito trovi tutti i tipi di sveglie con funzioni di avviso sonoro, vibrazione e luci. Con una sveglia così non avrai più paura di non riuscire a svegliarti la mattina!

Per ulteriori informazioni puoi chiamare il numero verde 800 611 300 oppure fissare un appuntamento gratuito qui.

L’esperienza Centriudito

Da oltre 30 anni Centriudito offre un costante servizio di qualità, professionalità ed esperienza grazie ad audioprotesisti esperti altamente qualificati, specializzati e aggiornati sulle tecnologie più innovative.

La prima visita presso Centriudito è completamente gratuita e senza impegno. I nostri esperti sono molto più che specialisti qualificati e il loro lavoro va al di là della semplice applicazione protesica. Troverai persone pronte ad ascoltarti, con l’obiettivo di conoscere appieno le tue abitudini e il tuo stile di vita per saperti dare la soluzione acustica che soddisfi appieno le tue necessità. Per questo puoi sempre contare sul nostro aiuto: ti accompagneremo con un programma di assistenza pre e post vendita completamente personalizzato in cui il dialogo aperto e sincero è al centro del percorso proposto.

Il nostro orgoglio è la soddisfazione dei nostri clienti, ai quali vogliamo garantire un’esperienza uditiva sempre migliore. Ecco perché offriamo una vasta gamma di servizi e di apparecchi acustici all’avanguardia per trovare la soluzione acustica più adatta a te.

 

Il team Centriudito è sempre a tua disposizione

L’audioprotesista è un esperto in possesso di laurea triennale in Tecniche Audioprotesiche, con le competenze tecnologiche, audiologiche e relazionali necessarie per valutare, proporre e applicare gli apparecchi acustici più idonei ad ogni necessità, conducendo la persona con sicurezza lungo tutto il percorso Centriudito. Il valore aggiunto dei nostri audioprotesisti è dato dal metodo applicativo con cui viene adattato l’apparecchio acustico alle singole esigenze di ascolto. L’iter applicativo è costituito da 4 fasi:

  • valutazione audioprotesica, con cui si valuta il grado di perdita uditiva e le relative difficoltà nella vita quotidiana;
  • scelta dell’apparecchio acustico, che viene effettuata insieme al paziente sulla base dello stile di vita e dell’entità della perdita uditiva;
  • adattamento protesico, che consiste in una serie di regolazioni personalizzate, tramite apposita strumentazione, controlli settimanali della resa protesica con prove in cabina silente e questionari di soddisfazione;
  • controlli gratuiti trimestrali o semestrali, a seconda del caso, per monitorare la resa protesica e il grado di miglioramento acustico.

Tutto questo è garantito anche grazie alla continua formazione dei nostri audioprotesisti che ogni anno, come tutti gli operatori sanitari, partecipano a specifici corsi autorizzati dal Ministero della Salute secondo il programma ECM (Educazione Continua in Medicina)

Scopri qui il nostro team: https://www.centriudito.it/chi-siamo/

Ti aspettiamo nei nostri centri  per effettuare un controllo dell’udito o semplicemente per ricevere informazioni, chiedere suggerimenti per te o per un tuo caro e per farti un’idea di quelle che sono le ultime soluzioni in materia di prevenzione e cura dell’udito.

Tappi antirumore per dormire

Sono molte le situazioni in cui vi è la necessità di “Silenzio“, per dormire o per rimanere concentrati, e la soluzione migliore sono i tappi antirumore.

 

Tappi standard o su misura?

I tappi per dormire, o tappi antirumore, possono essere di vari tipi e consentono un abbattimento del rumore esterno che va da 20 a circa 35 dB. Questo abbattimento sonoro dipende da:

  • materiale con cui sono costruiti (più è alta la qualità, maggiore è l’abbattimento)
  • dall’essere o meno costruiti “su misura”.

I tappi su misura sono quelli che raggiungono il massimo livello di isolamento acustico. Studiati in ogni particolare per fornire il massimo comfort, sono composti da silicone super morbido e una volta indossati aderiscono perfettamente al condotto uditivo, isolando dai suoni esterni.

 

Come si realizzano?

Per la realizzazione è necessario semplicemente prendere l’impronta dell’orecchio e questo comporta due passaggi principali:

  • Ispezione dell’orecchio: l’audioprotesista inizierà controllando il condotto uditivo con un otoscopio. Un otoscopio è uno strumento medicale usato per guardare all’interno dell’orecchio. Il tuo medico è probabile che ne abbia usato uno se hai avuto un raffreddore o ti sei lamentato di un dolore all’orecchio. L’otoscopio ha una piccola lampada incorporata che serve a illuminare il condotto. Con questo strumento l’audioprotesista può vedere se il condotto uditivo è normale, o se le condizioni fisiche dell’orecchio rendono impossibile prendere un’impronta. L’accumulo di cerume, di frammenti della desquamazione cutanea, l’irritazione del canale uditivo, la cavità anomala nel condotto uditivo o un condotto uditivo anormale possono comportare delle difficoltà nella presa dell’impronta.
  • Prendere l’impronta: una volta che l’orecchio è stato ispezionato, l’audioprotesista potrà prendere l’impronta. Questo comporta l’inserimento di un materiale morbido nel condotto uditivo, che si solidificherà in pochi minuti prendendo la sua forma. Il materiale per prendere l’impronta è una pasta a base di silicone di tipo bifasico, ovvero due sostanze vengono miscelate sul momento e, reagendo tra loro, andranno a solidificarsi.

Potresti essere nervoso all’idea di avere una cannula verde messa dentro il tuo orecchio, ma non avere paura. Il processo è innocuo e indolore. Realizzare un’impronta comporta i seguenti passaggi:

  • Inserimento di un otoblock: prima di inserire la pasta per l’impronta nell’orecchio, l’audioprotesista inserirà un tappino in spugna nel condotto uditivo. Questo impedisce alla pasta per impronte di avvicinarsi troppo al timpano.
  • Inserimento della pasta siliconica: la pasta viene inserita nell’orecchio con una siringa apposita. Probabilmente ti sembrerà di sentire l’orecchio tappato durante questa fase. Mentre la pasta si indurisce, cerca di aprire e chiudere la bocca o fare movimenti di masticazione. Una volta che la pasta si sarà solidificata, l’impronta sarà accuratamente rimossa dal tuo orecchio.
  • Controllo finale dell’impronta: una volta rimossa l’impronta, verrà verificato che la superficie non presenti irregolarità, solchi, spazi vuoti o bolle d’aria.

Manutenzione dei tappi

La pulizia degli auricolari è molto semplice, basta sciacquarli con acqua tiepida e sapone neutro una volta a settimana, per garantirne una maggior durata.

 

Curiosità

Rumore notturno e salute

Secondo uno studio dell’Oms, il rumore del traffico è dannoso per la salute.
Un europeo su cinque è regolarmente esposto a livelli sonori notturni che potrebbero danneggiare la sua salute. Si stima che più del 30% della popolazione Europea venga esposta a livelli superiori a 55 dB durante la notte.

Concentrazione e produttività

L’azienda britannica di arredamenti per ufficio Herman Miller, ha realizzato una ricerca orientata a determinare la produttività nel lavoro e nello studio.
Si stima che questa possa aumentare fino al 38%, quando si è in grado di coprire efficacemente il rumore di fondo. Inoltre lo stress verrebbe ridotto del 27% e la soddisfazione rispetto al lavoro svolto incrementerebbe addirittura del 174%.

 

Per maggiori informazioni puoi telefonare al numero verde 800 611 300 oppure prenotare la tua visita gratuita direttamente qui.  Ti aspettiamo!

 

 

 

I migliori siti web di suoni rilassanti

Lavoro, vita quotidiana, molto tempo passato alla guida… sono molte le condizioni che ci portano ad avere una vita stressata. Anche avere difficoltà uditive ed acufeni comporta un certo grado di stress! Per questo esistono varie tecniche di rilassamento con cui affrontare al meglio la nostra giornata.

Di seguito vi consigliamo alcune pagine web che forniscono suoni rilassanti, da usare sia per eliminare lo stress accumulato durante il giorno, sia come metodo per addormentarci prima.

  • Rainy Mood

Rainy Mood è uno dei siti più utilizzati che propone il classico suono del temporale per rilassarsi ascoltando la pioggia. Vi sembrerà di trovarvi in mezzo a un temporale estivo con pioggia fitta e tuoni per la durata di 30 minuti a ripetizione automatica.

  • A Soft Murmur

A Soft Murmur offre una scelta di suoni per chi ama variare: suoni da ascoltare singolarmente o in contemporanea, che permettono di creare un perfetto mix personalizzato per rilassarsi. Per esempio possiamo ascoltare il suono del mare, del vento, della pioggia, del fuoco che scoppietta, dei grilli o di un caffè affollato.

  • Jazz and Rain

Se il suono della pioggia vi rilassa allora Jazz and Rain può essere un’ottima alternativa. Questo sito propone una combinazione di suoni ambientali e di musica jazz.

  • Soundrown

Questo sito offre la possibilità di ascoltare fino a 10 suoni rilassanti come la pioggia, il cinguettio degli uccellini, le onde, i rumori notturni, che possono essere ascoltati anche contemporaneamente regolando il volume di ogni singolo suono.

  • August Ambience

Se il frinire delle cicale, il cinguettio degli uccelli e i suoni estivi vi rilassano allora August Ambiance è il sito web che fa per voi. Basta cliccare su “Let’s Chill” per immergersi nei suoni dell’estate con tanto di grilli e cicale.

  • Noisli

Noisli è un sito che permette di ascoltare suoni ambientali di alta qualità. All’interno troverete delle playlist appositamente studiate e divise in varie categorie per rilassarsi, aumentare la produttività, dormire, studiare, scrivere, ecc. Non tutte però sono gratuite, nella versione pro la gamma di suoni è davvero molto ampia, anche se un po’ costosa.

  • My Noise

Questo è un sito web molto strutturato in cui si possono ascoltare un centinaio di diversi tipi di suoni, da quelli della natura a quelli industriali. E’ diviso in categorie e all’interno di ognuna c’è una breve spiegazione del tipo di suono ascoltato e varie testimonianze e recensioni degli utenti. All’inizio potrebbe sembrarvi complicato scegliere un suono vista la quantità di categorie proposte, ma di sicuro troverete quelle che fanno in caso vostro!

La manutenzione degli apparecchi acustici

I vostri apparecchi vanno trattati con cura come se fossero i vostri migliori amici: infatti sono sempre con voi. Con gli apparecchi vivete ogni momento della vita quotidiana, viaggiano con voi e vi accompagnano in tutte le attività del tempo libero. Ecco alcuni piccoli accorgimenti utili per i vostri apparecchi che necessitano di una cura particolare per mantenerli perfettamente funzionanti.

Le batterie

Per funzionare l’apparecchio acustico ha bisogno di energia. L’elettricità che alimenta il processore e l’amplificatore proviene da una piccolissima batteria a bottone. Ogni apparecchio richiede un’apposita batteria e non è possibile utilizzare in alcun caso batterie di tipo diverso, ad esempio quelle per orologi o altre batterie a bottone. La maggior parte di queste presenta infatti un voltaggio troppo elevato e può provocare danni al vostro apparecchio.

Da Centri Udito potete trovare batterie adatte per tutti i modelli di apparecchi acustici, disponibili nelle dimensioni 10, 13, 312 e 675 e godere di uno sconto particolare con l’acquisto di 10 confezioni.

Prodotti per pulire l’apparecchio

Una corretta pulizia periodica è importante non soltanto per motivi igienici, ma per assicurare anche il corretto funzionamento dell’apparecchio, oltre ad aumentarne la longevità. I nostri audioprotesisti sono a vostra disposizione per darvi consigli efficaci e consigliarvi i prodotti di pulizia specifici, dalle salviette detergenti alle pastiglie disidratanti da utilizzare soprattutto nel periodo estivo. Scopri la gamma completa dei prodotti Centriudito https://www.centriudito.it/prodotti/prodotti-pulizia/

Consigli utili per tutti i tipi di apparecchi

Proteggerli dallo sporco
Prima di toccare gli apparecchi acustici assicuratevi di avere le mani pulite e asciutte. Il rischio è quello di ostruire l’ingresso del microfono che è largo solo qualche decimo di millimetro. Consigliamo ad ogni modo una controllo periodo da parte del vostro audioprotesista per mantenere l’effetto protettivo dell’involucro dell’apparecchio, soprattutto in caso di utilizzo intenso.

Evitare l’esposizione a fonti di calore
Non appoggiate i vostri apparecchi acustici vicino a radiatori o forni e teneteli al riparo dai raggi solari diretti.

Evitare il contatto con l’acqua
Consigliamo di non riporre gli apparecchi in bagno, ma soprattutto ricordatevi di toglierli per fare il bagno o la doccia.
Asciugatevi bene le orecchie prima di indossare nuovamente gli apparecchi acustici e non immergeteli mai nell’acqua.

Attenzione alla lacca per capelli e al trucco
Se siete abituati ad utilizzare la lacca o altri prodotti per capelli ricordatevi di togliere gli apparecchi acustici. Gli spray infatti potrebbero ostruire l’ingresso del microfono e bloccare il regolatore del volume.

Durante la notte, estraete le batterie e lasciate aperti i vani batteria
Consigliamo di riporre gli apparecchi acustici nella propria scatola o ancor meglio nel contenitore per la deumidificazione.

Sostituire il tubicino di collegamento
Circa ogni tre mesi è importante far sostituire dal proprio audioprotesista il tubetto di collegamento tra l’auricolare e l’apparecchio acustico retroauricolare. Con il passare del tempo il tubicino si indurisce, pregiudicando la trasmissione acustica e di conseguenza la qualità del suono.

 

Per una manutenzione accurata o in caso di eventuali anomalie funzionali vi consigliamo di recarvi in uno dei nostri centri specializzati.

Noi di Centriudito continuiamo a prenderci cura di voi e del vostro udito. Prenotate la vostra visita gratuita, per maggiori informazioni potete telefonare al numero verde: 800 611 300

Cos’è la Sindrome di Alport?

La sindrome di Alport è una malattia rara caratterizzata dalla progressiva perdita di funzione renale e uditiva e, in alcuni casi, anche da alterazioni oculari. È causata da un difetto nella sintesi del collagene di tipo IV, una proteina che costituisce la struttura fondamentale del tessuto connettivo, concorre alla formazione delle pareti dei vasi, delle cartilagini, dei legamenti, dei tendini, delle ossa e rappresenta un componente indispensabile della struttura delle membrane basali dei reni, degli occhi e dell’orecchio.

Sintomi e ipoacusia neurosensoriale

Le manifestazioni principali, dovute all’alterazione della sintesi del collagene, comprendono la nefropatia progressiva, che può portare a insufficienza renale e a sordità neurosensoriale. La fibrosi interessa pertanto anche l’orecchio, con maggiore incidenza nei maschi e progressiva sordità.

Alcuni ricercatori nel 1996  hanno identificato 10 criteri necessari a diagnosticare la Sindrome di Alport, dei quali almeno quattro devono essere riscontrati:

  • Storia familiare di nefrite con inspiegata ematuria (sangue nelle urine)
  • Ematuria senza diagnosi di alcun’altra nefropatia ereditaria
  • Ipoacusia neurosensoriale bilaterale nell’intervallo di frequenze da 2000 a 8000 Hz. La perdita di udito si sviluppa gradualmente, non è presente nella prima infanzia, ma spesso appare prima dei 30 anni
  • Mutazione nel gene COL4An (dove n = 3, 4 o 5)
  • Progressione graduale all’insufficienza renale terminale di almeno due membri della famiglia
  • Evidenza immunoistochimica di completa o parziale carenza dell’epitomo di Alport (marker antigenico)
  • Estese anormalità dell’ultrastruttura della membrana basale glomerulare
  • Lesioni oculari, come lenticono anteriore, cataratta e chiazze retiniche
  • Macrotrombocitopenia o inclusioni granulocitiche
  • Diffusa leiomiomatosi dell’esofago o dei genitali femminili, o entrambi

Cause della malattia

La sindrome è causata da mutazioni dei geni COL4A3, COL4A4, COL4A5, codificanti per le catene di collagene di tipo IV (basta che sia mutato un solo gene).

Nella maggior parte dei casi, la sindrome di Alport è legata al cromosoma X: in genere solo i maschi (che hanno un solo cromosoma X) presentano i sintomi, mentre le femmine, a parte alcune eccezioni, sono portatrici sane (perché possiedono un altro cromosoma X oltre a quello mutato, che può compensarne le funzioni). Si conoscono tuttavia anche casi di trasmissione autosomica recessiva (occorre ereditare due copie del gene mutato da entrambi i genitori per manifestare la malattia) e autosomica dominante (basta ereditare una sola copia del gene mutato da uno dei genitori).

La sindrome di Alport fu descritta nel 1927 dal Dott. Artur Cecil Alport che individuò la presenza di numerosi casi di ematuria e sordità in diversi componenti di una stessa famiglia nella quale i maschi avevano un quadro clinico renale molto grave associato a deficit uditivo, mentre le donne presentavano un certo grado di calo uditivo ed ematuria, senza compromissione renale. La malattia varia da individuo a individuo, anche all’interno della stessa famiglia, coinvolgendo sia i bambini che gli adulti ed insorgenza e progressione sono imprevedibili.

Rimedi e possibili cure

In tutti i soggetti colpiti si evidenzia la presenza di ipoacusia neurosensoriale progressiva.

Il danno uditivo è rappresentato da una sordità neurosensoriale bilaterale e progressiva tale da dare seguito all’utilizzo degli apparecchi acustici. La perdita dell’udito inizia, generalmente, interessando le alte frequenze per poi progredire verso le medie e basse. L’evoluzione della sordità determina una riduzione della comprensione verbale, soprattutto in presenza di rumore che, associata ai difetti visivi causati dalla malattia, altera i normali rapporti sociali e le potenzialità lavorative sfociando spesso in fenomeni di isolamento e depressione. L’utilizzo degli apparecchi acustici è un atto terapeutico fondamentale per limitare e bloccare tali conseguenze. L’incidenza dei danni a livello oculare è più bassa di quella della sordità. I problemi principali della sindrome di Alport sono a livello renale, perché determinano una forma grave di nefrite che obbliga il paziente ad affrontare un lungo iter clinico di dialisi e successivo trapianto.

Al momento non esiste una terapia specifica per la sindrome di Alport. I pazienti affetti vanno sottoposti a frequenti controlli per valutare la funzionalità renale e la pressione del sangue. L’approccio è, pertanto, preventivo e sintomatico stabilendo dei regimi terapeutici farmacologici o dietetici, per tentare di rallentare la progressione della malattia. La prevenzione primaria consiste nel prevenire la trasmissione della malattia con un corretto approccio genetico e diagnostico preconcezionale e prenatale. La prevenzione secondaria consiste in check-up periodici con visita nefrologica (analisi del sangue e delle urine), visita otorinolaringoiatrica con esame audiometrico e visita oftalmologica.

Nei bambini è di fondamentale importanza effettuare una terapia idonea a rallentare il decorso dell’insufficienza renale cronica. Il trattamento conservativo è indirizzato ad una corretta alimentazione deve essere ipoproteica (cioè a basso contenuto di proteine e sali minerali) e questo può contribuire a ritardare l’inizio della dialisi.

 

 

6 famose star con problemi di udito

La salute dell’udito è molto importante, ma molte persone tra cui anche le celebrità internazionali spesso la trascurano. Non siamo solo noi, persone comuni, ad avere problemi di udito, ma perfino tra i personaggi famosi ci sono persone ipoacusiche.

Tra le celebrità che hanno problemi di udito ci sono personaggi come: Whoopi Goldberg, la famosa suora americana amata da tutti negli anni ’90, Eric Clapton, Halle Berry, la famosa catwoman, il presentatore Stephen Colbert, William Shatner il Capitano Kirk di Star Trek e Jodie Foster!

 

Whoopi Goldberg

Whoopi Goldberg, la famosa attrice del film “Sister Act” porta gli apparecchi acustici e attribuisce la sua perdita uditiva al continuo sovraccarico uditivo dovuto all’esposizione frequente a musica ad alto volume.

Eric Clapton

Il chitarrista, cantante e compositore britannico invece ha danneggiato il suo udito durante i suoi numerosi spettacoli e concerti. L’utilizzo di  protezioni adeguate durante i concerti può prevenire o limitare questo tipo di danni causati dalla musica ad alto volume.

Halle Berry

Per questa famosa attrice l’ipoacusia è stata la conseguenza di un trauma cranico subito a causa di una lite domestica violenta.

Stephen Colbert

Stephen Colbert è un presentatore televisivo americano noto per il suo ‘The Stephen Colbert Show’. Anche lui soffre di ipoacusia monolaterale a causa di un’operazione subita da bambino.

William Shatner

L’attore William Shatner, famoso per aver recitato nel film “Star Trek” nel ruolo del Capitan Kirk, soffre di acufene e ipoacusia. Il ronzio alle orecchie sembra aver avuto origine durante le registrazioni delle puntate di Star Trek. Da allora Shatner finanzia e sostiene la ricerca sull’acufene.

Jodie Foster

Da pochissimo anche un’altra nota attrice afferma di soffrire di ipoacusia: si tratta della famosa Jodie Foster. Inizialmente non ne parlava, perché le creava imbarazzo, usava pochissimo gli apparecchi acustici e di conseguenza non traeva grandi benefici. Da quando ha accettato questa difficoltà, ha iniziato ad usare costantemente le protesi ed ora è nota per le sue battaglie di sensibilizzazione dei problemi uditivi.

 

Proteggi il tuo udito
Molti di questi personaggi famosi hanno subito danni uditivi a causa di un’esposizione prolungata a suoni e musica ad alto volume. Utilizzare dei dispositivi di protezione adeguati può prevenire o limitare questi danni. Vieni a scoprire le soluzioni su misura per te, i nostri audioprotesisti ti daranno tutte le informazioni che desideri sulle protezioni uditive adatte alla tua vita professionale e al tuo tempo libero! Prenota una consulenza gratuita https://www.centriudito.it/prenota-un-appuntamento/ oppure telefona al numero verde 800 611 300.

Può la musica essere influenzata dalla sordità? Per Beethoven è stato così. Lo prova una ricerca scientifica.

Può un problema di salute fisico o mentale influenzare la produzione di un artista? Ebbene, per quanto riguarda Beethoven abbiamo ora, almeno una risposta, seppur ancora parziale: ed è sì: gli spartiti composti da Beethoven risentono dell’influenza dei suoi problemi d’udito.

Lo spiegano i ricercatori di un team olandese che ha analizzato parte della musica del grande compositore, confrontandola con l’andamento della sua progressiva sordità. Così si è visto che, via via che passavano gli anni e l’udito scemava, le composizioni includevano un numero sempre minore di note alte. Una rarefazione che, dopo la definitiva sordità del musicista, si è, tuttavia, interrotta. A quel punto, infatti, le note alte sono riapparse sugli spartiti perché, spiegano i ricercatori, il grande compositore “ha ricominciato a seguire la musica che aveva dentro“.

LO STUDIO

 L’analisi, pubblicata sul British Medical Journal, dal team di ricerca parla chiaro: c’è una chiara corrispondenza fra i cosiddetti “tre stili di Beethoven” e la progressione della sua sordità. E questo, si legge sul britannico Telegraph che riporta per primo la notizia, grazie all’analisi delle note usate nei quartetti d’archi per violino. La sua musica è stata raggruppata in base a quattro periodi temporali: dal 1778 al 1800, dal 1805 al 1806, dal 1810 al 1811 e dal 1824 al 1826. Il numero di note sopra 1568Hz scritte per il primo violino è stato contato e calcolato in percentuale rispetto a tutte le altre.
Si è visto che poco dopo i primi sintomi documentati di ipoacusia, nei quartetti dell’Opera 18 c’era circa un 8% di note alte. Dal 1805, via via che le difficoltà di udito aumentavano, si scende al 5% (Opera 59), e ancora al 2% (Opera 74 e 95), e questo proprio quando Beethoven raccontava di dover usare cotone nelle orecchie per contrastare uno sgradevole ronzio.

LA MUSICA NEL CERVELLO

Dal 1825, dopo che il compositore aveva ormai capito che non avrebbe mai potuto ascoltare la sua Nona Sinfonia, nelle sue opere le note alte tornano via via a ricomparire: la percentuale, secondo gli scienziati, sale a quasi il 4%. “Questi risultati – spiega Edoardo Saccenti, ricercatore italiano dell’Università di Amsterdam – suggeriscono che, con la progressione della sua sordità, Beethoven tendesse a utilizzare note con una frequenza media e bassa, che avrebbe potuto sentire meglio“.

Quando poi è stato costretto ad affidarsi completamente al suo orecchio interno, non era più obbligato a produrre musica che poteva davvero sentire. Così è lentamente tornato al suo mondo musicale interiore e alle precedenti esperienze di composizione“. Ma dal momento che lo studio comprende solo una parte delle composizioni del genio, “i nostri risultati sono ben lungi dall’essere conclusivi: provare in modo definitivo che la perdita dell’udito di Beethoven abbia avuto un impatto notevole nel plasmare il suo stile musicale – conclude il ricercatore – richiederebbe analisi statistiche complete di tutto il catalogo delle sue opere“.

Le mascherine e la difficoltà della lettura labiale

In questo periodo in cui è obbligatorio indossare la mascherina è forte il disagio delle persone con difficoltà uditive che non potendo aiutarsi con la lettura labiale non riescono a comprendere le persone che parlano.

Ma vediamo insieme cos’è la lettura labiale.

La lettura labiale è l’abilità o la tecnica di decodificare e riconoscere parole e fonemi tramite i movimenti delle labbra. Tutti ricorderete che a scuola molte volte anche i normoudenti hanno letto le labbra per avere, ad esempio, qualche suggerimento dai compagni durante un’interrogazione senza farsi scoprire dall’insegnante. Sembra difficile da credere, ma se ci pensate, la lettura labiale non la utilizzano solo i sordi. Per i normoudenti inizia già da giovanissimi.

Perciò la domanda sorge spontanea: come fa un udente a captare i fonemi senza voce provenienti dalla bocca degli altri e a riuscire a capirli senza aver mai fatto logopedia?

Non è facile arrivare alla risposta per chi non ha mai avuto a che fare con la lettura labiale. Ma è semplice: se si conosce la parola, cioè se la parola ce l’abbiamo già immagazzinata nel nostro cervello, e se l’abbiamo pronunciata anche qualche volta, non possiamo non conoscere anche il suo movimento labiale, e questo vuol dire che possiamo capirla, anzi “leggerla” attraverso le labbra.

Ma riguardo a frasi intere, ci vuole molto allenamento, che un normoudente non ha, perché non è semplice comprendere tutto ciò che viene detto in modalità labiobuccale. Inoltre, la lettura labiale è faticosa perché richiede un’attenzione visiva costante.

Quindi, essere capaci di comprendere bene il solo movimento delle labbra significa avere una buona padronanza del lessico. Soprattutto intervengono capacità osservative, deduttive, interpretative ed intuitive.
E’ importante ricordare che c’è differenza fra i sordi preverbali e quelli post-verbali, cioè fra chi ha perso l’udito prima di imparare a parlare e chi quando già parlava.
Esistono bambini sordi post-verbali che non hanno mai preso parte a una seduta di logopedia, in quanto, avendo acquisito dapprima uditivamente buona parte del lessico, non hanno avuto bisogno di lezioni di lettura labiale. Leggere sulla labbra per molti di questi bambini avviene quasi automaticamente e in modo spontaneo senza alcun insegnamento.

Il poeta David Wright, che perse l’udito dopo aver imparato a parlare, affermò che:
«Il fatto di essere diventato sordo a sette anni – se la sordità doveva essere il mio destino – fu una vera fortuna, perché, come tutti i bambini di quell’età, avevo ormai afferrato i fondamenti del linguaggio. L’aver imparato a parlare in modo naturale è stata un’altra fortuna – la pronuncia, la sintassi, le inflessioni, le peculiarità linguistiche, erano tutte cose che avevo ricevuto attraverso l’orecchio».

Pertanto tutte le persone ipoacusiche che normalmente utilizzano la lettura labiale si trovano davvero in difficoltà in questo periodo in cui tutti indossano le mascherine.

La sordità è una disabilità che non si vede, ma esiste; è una disabilità che allontana una persona dall’altra, proprio come sta facendo il Coronavirus. Una persona non udente è come se vivesse sempre in quarantena, isolata dal mondo.

Ma noi di Centriudito in questo momento vogliamo esservi più vicini che mai per ascoltarvi, sostenervi e darvi degli strumenti efficaci per affrontare al meglio queste difficoltà. Vi aspettiamo nei nostri centri per una consulenza gratuita!