Umani vs Animali – 5 curiosità che probabilmente non sai

  1. I delfini non hanno orecchie. Il loro sofisticato senso dell’udito si trova in piccole aperture auricolari su entrambi i lati della testa. Utilizzano inoltre l’ecolocalizzazione (biosonar) per migliorare le loro capacità uditive già superiori.
  2. I cani possono sentire frequenze molto superiori a quelle umane registrando i suoni fino alla frequenza di 35000 vibrazioni al secondo. Ecco perché capiscono, prima di chiunque altro, che il padrone sta entrando in casa e percepiscono un terremoto molto tempo prima che l’uomo possa rilevarlo.
  3. Il gatto possiede addirittura 30 muscoli per ognuno dei padiglioni auricolari e grazie a tutti questi muscoli è in grado di muovere le orecchie molto velocemente. La particolare conformazione del padiglione auricolare, irregolare e asimmetrica, combinata ai movimenti dell’orecchio, produce variazioni nella qualità del suono percepito le quali gli permettono di localizzare la fonte sonora con estrema precisione.
  4. La differenza fra l’orecchio umano e quello delle scimmie è pressoché nel condotto uditivo, il quale negli esseri umani è molto più grande. Ciò che accade è che l’aria nell’orecchio interno delle scimmie, costretta in un ambiente più piccolo, si riscalda maggiormente e i moti disordinati delle molecole, con le relative collisioni, producono più rumore (qualcosa di simile al «rombo» che udiamo accostando una conchiglia all’orecchio). In pratica, il rumore che raggiunge il timpano delle scimmie è in grado di mascherare molti suoni deboli rendendo l’udito meno sensibile.
  5. Gli elefanti sentono anche con i piedi! Le vibrazioni prodotte sul terreno dai loro barriti sono utilizzate dagli elefanti per comunicare anche a lunga distanza. Messaggi di pericolo, segnali di saluto, serenate d’amore, richiami dei familiari…riescono a dialogare grazie alla propagazione, attraverso l’aria, degli infrasuoni emessi dai loro barriti ma, secondo un nuovo studio, le onde sonore che questi pachidermi producono si diffondono anche nel suolo e riescono ad essere percepite fino a 16km di distanza dai loro simili.

Perdita di udito e decadimento cognitivo

Secondo il rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), 446 milioni di persone nel mondo sono affette da disabilità uditive di livello medio e grave, oltre il 5% della popolazione mondiale (432 milioni di adulti). La prevalenza dell’ipoacusia aumenta all’aumentare dell’età. Circa un terzo degli ultrasessantenni presenta in Italia una riduzione dell’udito invalidante, cioè che impatta sensibilmente la qualità della vita, conducendo, se non curata, all’isolamento sociale, al declino cognitivo e alla demenza, con effetti negativi anche sull’equilibrio e la mobilità. In Italia, il tempo che in media intercorre tra la diagnosi di ipoacusia e l’inizio del trattamento protesico-riabilitativo è di circa 10 anni. Quali sono le conseguenze del ritardo o del mancato trattamento del deficit della funzione uditiva?

Un progressivo decadimento delle seguenti funzioni cognitive:

1) la memoria: il progressivo deficit della memoria comporta una graduale riduzione della capacità di detezione della traccia mnestica, del vocabolario e della fluenza lessicale;

2) le funzioni esecutive: il decadimento di queste funzioni determina un deficit del controllo inibitorio, della capacità attentiva, della flessibilità mentale con difficoltà nella pianificazione di operazioni complesse e nell’orientamento spazio temporale. Tutto questo comporta un progressivo decadimento cognitivo fino alla demenza.

I meccanismi fisiopatologici di questo processo sono:

1) l’aumento del carico cognitivo: in caso di ipoacusia gli stimoli uditivi che arrivano al cervello sono minori e in parte compromessi, pertanto, è richiesto uno sforzo cerebrale maggiore per la decodifica del segnale acustico;

2) le alterazioni anatomiche delle strutture cerebrali: la ridotta capacità uditiva determina una riduzione del volume della corteccia cerebrale uditiva e una accelerazione del processo di atrofia corticale, soprattutto del lobo temporale;

3) l’isolamento sociale: la ridotta comunicazione verbale comporta depressione e demenza.

Inoltre la gravità dell’ipoacusia è direttamente proporzionale al rischio di sviluppare una demenza, basti pensare che per ogni 10 dB di perdita uditiva il rischio aumenta di circa 2,7 volte. Pertanto, anche se si è propensi a pensare che la sordità sia una conseguenza naturale del processo di invecchiamento, non va né sottovalutata né ignorata anche perché terapizzabile. Fondamentale è aumentare la consapevolezza di fronte alla perdita di udito nella terza età, sottolineando l’importanza di prevenzione e diagnosi nell’affrontare uno dei problemi sanitari e sociali più importanti che colpisce la società di oggi. Solo in Italia, il costo sociale della demenza è superiore a 10 milioni di euro l’anno, si comprende pertanto come di tutti i fattori di rischio della demenza (fumo, ipertensione, diabete, dislipidemia, cardiopatia e cerebropatia ischemica, ecc.) l’ipoacusia costituisca il fattore di rischio modificabile più importante. Ripristinare la funzione uditiva consente di ridurre il declino cognitivo, di demenza e di cadute accidentali. Il trattamento della perdita uditiva a seconda dell’entità dell’ipoacusia può avvalersi della protesizzazione acustica o dell’impianto cocleare, applicabile a persone di qualsiasi età. Le protesi acustiche fungendo da equalizzatori uditivi, richiedono una funzione cocleare residua e danno degli ottimi risultati nelle sordità medio gravi.  Numerosi studi in letteratura dimostrano un miglioramento significativo delle performance mentali, negli over 65 già dopo tre mesi di utilizzo delle protesi acustiche con un rallentamento significativo del declino cognitivo legato all’età. Quando la protesizzazione acustica tradizionale non è sufficiente a ristabilire un udito sociale si può ricorrere all’impianto cocleare. L’impianto cocleare, primo organo di senso artificiale, è costituito da una parte esterna deputata alla conversione del segnale acustico in elettrico. Questo viene trasmesso mediante accoppiamento elettromagnetico, ad una parte interna inserita chirurgicamente nel canale cocleare. La parte interna stimola direttamente il nervo acustico anche in assenza di una funzione cocleare residua. Recentemente numerosi studi in letteratura dimostrano che negli over 60, come anche negli ultraottantenni, la correzione del deficit uditivo con l’impianto cocleare determina un miglioramento delle funzioni cognitive e della qualità della vita già dopo 6 mesi di utilizzo.

Inoltre da altri studi è emerso che solo l’udito binaurale consente una riduzione dello sforzo uditivo, un miglioramento della capacità attentiva con una attivazione delle regioni frontali e prefrontali corticali non attivate nella stimolazione monoaurale. Nonostante la provata efficacia dell’utilizzo di apparecchi acustici o quando questi non sufficienti dell’impianto cocleare, esiste un marcato sottoutilizzo degli stessi.

Le motivazioni sono diverse:

  • inadeguata attenzione al problema da parte dell’individuo, dei familiari e del medico curante;
  • l’inadeguata accondiscendenza all’utilizzo degli apparecchi acustici che necessitano di un periodo di adattamento all’uso;
  • l’assenza di supporto sociale;
  • i costi elevati;
  • i motivi estetici.

Considerando che in Italia solo il 3% di coloro che sono affetti da perdita udiva accede ad un trattamento per curare la sordità, mentre il restante 97% no, si comprende l’importanza di diffondere “il verbo” del rapporto esistente tra funzione uditiva e decadimento cognitivo. In sintesi “sentiamo con le orecchie ma capiamo con il cervello”, se non utilizziamo l’udito utilizziamo meno il nostro cervello.

 

Fonte: Audioprotesista.it

 

Proteggere gli apparecchi acustici in inverno

Quando si utilizzano gli apparecchi acustici si desidera mantenerli in ottimo stato il più a lungo possibile. Per questo occorre prendersene cura e proteggerli dai loro nemici naturali: umidità, caldo, freddo.

Solitamente si pensa che il problema maggiore sia in estate perché il sudore danneggia la delicata tecnologia degli apparecchi. Ma anche in inverno è importante evitare che si crei la condensa all’interno dei circuiti dell’apparecchio quando si passa da un ambiente esterno freddo a uno caldo, come la propria abitazione o un negozio.

L’umidità è il nemico numero uno e per questo è necessario prendere sempre qualche precauzione in più.

Ti consigliamo perciò di utilizzare con regolarità gli apposti prodotti deumidificanti per poter mantenere i tuoi apparecchi acustici sempre in ottimo stato! Se non li hai ancora utilizzati ti aspettiamo nei nostri centri per provare il contenitore e le pastiglie disidratanti Centriudito!

 

LEGO presenta il primo personaggio con gli apparecchi acustici

Educare alla diversità attraverso i giocattoli è possibile?

Quanto sarebbe bello vivere in armonia con le altre persone senza palesare continuamente le differenze inevitabili che esistono tra tutti gli esseri umani? Una delle cose più importanti che possiamo fare per includere è partire dai momenti di gioco dedicati ai bambini.

Chi di noi non ha mai giocato con i famosi LEGO?

Essere in grado di riflettere la vita moderna nei set LEGO è un concetto che la famosa azienda danese ha notevolmente sviluppato dal 1932 ad oggi.

Alcuni anni fa, nel 2016, il Gruppo LEGO ha compiuto in silenzio un enorme passo per riflettere ulteriormente la vita reale, inserendo nella sua gamma di mini-figure un ragazzo in sedia a rotelle accompagnato da un cane guida. E Internet è esploso a questa notizia!

Ma non è finito qui l’impegno di LEGO nella disabilità: in arrivo nel nuovo set LEGO City Main Square una delle mini-figure indossa un apparecchio acustico.

Per le migliaia di giovani che portano gli apparecchi acustici è un enorme passo avanti, perché spesso vengono considerati “diversi” dagli altri e hanno difficoltà a sentirsi veramente rappresentati da ciò che vedono in TV, nei libri, nei film o nei giocattoli con cui giocano.

I bambini che giocano ai LEGO diventano supereroi, astronauti, rock star, e molto altro ancora. L’educazione alla diversità è fondamentale, ecco perché avere mini-figure su sedia a rotelle o con un apparecchio acustico è un passo incredibilmente positivo che permette a tutti di rispecchiarsi per creare avvincenti avventure nel mondo dei mattoncini colorati!

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐞𝐢, 𝐩𝐮𝐨𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐬𝐢𝐚𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚.

 

Sentire la sveglia non sarà più un problema

Se hai difficoltà uditive o semplicemente fai fatica a sentire la sveglia non devi preoccuparti! Esistono vari tipi di sveglie che possono fare il caso tuo.Quale tipo di sveglia scegliere per chi ha difficoltà uditive?

Sveglie sonore

Sono le sveglie più comunemente utilizzate in cui un suono preimpostato si attiva al momento prestabilito. Esistono anche modelli di sveglie che aumentano il ritmo del suono gradualmente svegliandoti lentamente.

Sveglie a vibrazione

Queste sveglie sono appositamente studiate per chi ha problemi di udito. Sono dotate di uno “sheker” che può essere posto sotto il cuscino e all’ora prestabilita inizia a vibrare. Oltre alla vibrazione si può impostare anche la suoneria, che può essere regolata fino ad un volume extra forte di circa 95 dB. Il vantaggio di questa sveglia è che, se utilizzata solo con vibrazione, non disturba le  persone che dormono nella stessa casa.

Sveglie luminose

Un altro modello è dotato di funzioni di sveglia con segnali luminosi. Al momento prestabilito si attivano dei flash che si intensificano gradualmente che possono essere eventualmente associati ad una suoneria. Anche questo modello di sveglia salvaguardia il riposo delle persone che dormono nella stessa casa che non vengono svegliate se si utilizzano solo i flash luminosi.

Trova la tua sveglia ideale

Presso Centriudito trovi tutti i tipi di sveglie con funzioni di avviso sonoro, vibrazione e luci. Con una sveglia così non avrai più paura di non riuscire a svegliarti la mattina!

Per ulteriori informazioni puoi chiamare il numero verde 800 611 300 oppure fissare un appuntamento gratuito qui.

L’esperienza Centriudito

Da oltre 30 anni Centriudito offre un costante servizio di qualità, professionalità ed esperienza grazie ad audioprotesisti esperti altamente qualificati, specializzati e aggiornati sulle tecnologie più innovative.

La prima visita presso Centriudito è completamente gratuita e senza impegno. I nostri esperti sono molto più che specialisti qualificati e il loro lavoro va al di là della semplice applicazione protesica. Troverai persone pronte ad ascoltarti, con l’obiettivo di conoscere appieno le tue abitudini e il tuo stile di vita per saperti dare la soluzione acustica che soddisfi appieno le tue necessità. Per questo puoi sempre contare sul nostro aiuto: ti accompagneremo con un programma di assistenza pre e post vendita completamente personalizzato in cui il dialogo aperto e sincero è al centro del percorso proposto.

Il nostro orgoglio è la soddisfazione dei nostri clienti, ai quali vogliamo garantire un’esperienza uditiva sempre migliore. Ecco perché offriamo una vasta gamma di servizi e di apparecchi acustici all’avanguardia per trovare la soluzione acustica più adatta a te.

 

Il team Centriudito è sempre a tua disposizione

L’audioprotesista è un esperto in possesso di laurea triennale in Tecniche Audioprotesiche, con le competenze tecnologiche, audiologiche e relazionali necessarie per valutare, proporre e applicare gli apparecchi acustici più idonei ad ogni necessità, conducendo la persona con sicurezza lungo tutto il percorso Centriudito. Il valore aggiunto dei nostri audioprotesisti è dato dal metodo applicativo con cui viene adattato l’apparecchio acustico alle singole esigenze di ascolto. L’iter applicativo è costituito da 4 fasi:

  • valutazione audioprotesica, con cui si valuta il grado di perdita uditiva e le relative difficoltà nella vita quotidiana;
  • scelta dell’apparecchio acustico, che viene effettuata insieme al paziente sulla base dello stile di vita e dell’entità della perdita uditiva;
  • adattamento protesico, che consiste in una serie di regolazioni personalizzate, tramite apposita strumentazione, controlli settimanali della resa protesica con prove in cabina silente e questionari di soddisfazione;
  • controlli gratuiti trimestrali o semestrali, a seconda del caso, per monitorare la resa protesica e il grado di miglioramento acustico.

Tutto questo è garantito anche grazie alla continua formazione dei nostri audioprotesisti che ogni anno, come tutti gli operatori sanitari, partecipano a specifici corsi autorizzati dal Ministero della Salute secondo il programma ECM (Educazione Continua in Medicina)

Scopri qui il nostro team: https://www.centriudito.it/chi-siamo/

Ti aspettiamo nei nostri centri  per effettuare un controllo dell’udito o semplicemente per ricevere informazioni, chiedere suggerimenti per te o per un tuo caro e per farti un’idea di quelle che sono le ultime soluzioni in materia di prevenzione e cura dell’udito.

Tappi antirumore per dormire

Sono molte le situazioni in cui vi è la necessità di “Silenzio“, per dormire o per rimanere concentrati, e la soluzione migliore sono i tappi antirumore.

 

Tappi standard o su misura?

I tappi per dormire, o tappi antirumore, possono essere di vari tipi e consentono un abbattimento del rumore esterno che va da 20 a circa 35 dB. Questo abbattimento sonoro dipende da:

  • materiale con cui sono costruiti (più è alta la qualità, maggiore è l’abbattimento)
  • dall’essere o meno costruiti “su misura”.

I tappi su misura sono quelli che raggiungono il massimo livello di isolamento acustico. Studiati in ogni particolare per fornire il massimo comfort, sono composti da silicone super morbido e una volta indossati aderiscono perfettamente al condotto uditivo, isolando dai suoni esterni.

 

Come si realizzano?

Per la realizzazione è necessario semplicemente prendere l’impronta dell’orecchio e questo comporta due passaggi principali:

  • Ispezione dell’orecchio: l’audioprotesista inizierà controllando il condotto uditivo con un otoscopio. Un otoscopio è uno strumento medicale usato per guardare all’interno dell’orecchio. Il tuo medico è probabile che ne abbia usato uno se hai avuto un raffreddore o ti sei lamentato di un dolore all’orecchio. L’otoscopio ha una piccola lampada incorporata che serve a illuminare il condotto. Con questo strumento l’audioprotesista può vedere se il condotto uditivo è normale, o se le condizioni fisiche dell’orecchio rendono impossibile prendere un’impronta. L’accumulo di cerume, di frammenti della desquamazione cutanea, l’irritazione del canale uditivo, la cavità anomala nel condotto uditivo o un condotto uditivo anormale possono comportare delle difficoltà nella presa dell’impronta.
  • Prendere l’impronta: una volta che l’orecchio è stato ispezionato, l’audioprotesista potrà prendere l’impronta. Questo comporta l’inserimento di un materiale morbido nel condotto uditivo, che si solidificherà in pochi minuti prendendo la sua forma. Il materiale per prendere l’impronta è una pasta a base di silicone di tipo bifasico, ovvero due sostanze vengono miscelate sul momento e, reagendo tra loro, andranno a solidificarsi.

Potresti essere nervoso all’idea di avere una cannula verde messa dentro il tuo orecchio, ma non avere paura. Il processo è innocuo e indolore. Realizzare un’impronta comporta i seguenti passaggi:

  • Inserimento di un otoblock: prima di inserire la pasta per l’impronta nell’orecchio, l’audioprotesista inserirà un tappino in spugna nel condotto uditivo. Questo impedisce alla pasta per impronte di avvicinarsi troppo al timpano.
  • Inserimento della pasta siliconica: la pasta viene inserita nell’orecchio con una siringa apposita. Probabilmente ti sembrerà di sentire l’orecchio tappato durante questa fase. Mentre la pasta si indurisce, cerca di aprire e chiudere la bocca o fare movimenti di masticazione. Una volta che la pasta si sarà solidificata, l’impronta sarà accuratamente rimossa dal tuo orecchio.
  • Controllo finale dell’impronta: una volta rimossa l’impronta, verrà verificato che la superficie non presenti irregolarità, solchi, spazi vuoti o bolle d’aria.

Manutenzione dei tappi

La pulizia degli auricolari è molto semplice, basta sciacquarli con acqua tiepida e sapone neutro una volta a settimana, per garantirne una maggior durata.

 

Curiosità

Rumore notturno e salute

Secondo uno studio dell’Oms, il rumore del traffico è dannoso per la salute.
Un europeo su cinque è regolarmente esposto a livelli sonori notturni che potrebbero danneggiare la sua salute. Si stima che più del 30% della popolazione Europea venga esposta a livelli superiori a 55 dB durante la notte.

Concentrazione e produttività

L’azienda britannica di arredamenti per ufficio Herman Miller, ha realizzato una ricerca orientata a determinare la produttività nel lavoro e nello studio.
Si stima che questa possa aumentare fino al 38%, quando si è in grado di coprire efficacemente il rumore di fondo. Inoltre lo stress verrebbe ridotto del 27% e la soddisfazione rispetto al lavoro svolto incrementerebbe addirittura del 174%.

 

Per maggiori informazioni puoi telefonare al numero verde 800 611 300 oppure prenotare la tua visita gratuita direttamente qui.  Ti aspettiamo!

 

 

 

I migliori siti web di suoni rilassanti

Lavoro, vita quotidiana, molto tempo passato alla guida… sono molte le condizioni che ci portano ad avere una vita stressata. Anche avere difficoltà uditive ed acufeni comporta un certo grado di stress! Per questo esistono varie tecniche di rilassamento con cui affrontare al meglio la nostra giornata.

Di seguito vi consigliamo alcune pagine web che forniscono suoni rilassanti, da usare sia per eliminare lo stress accumulato durante il giorno, sia come metodo per addormentarci prima.

  • Rainy Mood

Rainy Mood è uno dei siti più utilizzati che propone il classico suono del temporale per rilassarsi ascoltando la pioggia. Vi sembrerà di trovarvi in mezzo a un temporale estivo con pioggia fitta e tuoni per la durata di 30 minuti a ripetizione automatica.

  • A Soft Murmur

A Soft Murmur offre una scelta di suoni per chi ama variare: suoni da ascoltare singolarmente o in contemporanea, che permettono di creare un perfetto mix personalizzato per rilassarsi. Per esempio possiamo ascoltare il suono del mare, del vento, della pioggia, del fuoco che scoppietta, dei grilli o di un caffè affollato.

  • Jazz and Rain

Se il suono della pioggia vi rilassa allora Jazz and Rain può essere un’ottima alternativa. Questo sito propone una combinazione di suoni ambientali e di musica jazz.

  • Soundrown

Questo sito offre la possibilità di ascoltare fino a 10 suoni rilassanti come la pioggia, il cinguettio degli uccellini, le onde, i rumori notturni, che possono essere ascoltati anche contemporaneamente regolando il volume di ogni singolo suono.

  • August Ambience

Se il frinire delle cicale, il cinguettio degli uccelli e i suoni estivi vi rilassano allora August Ambiance è il sito web che fa per voi. Basta cliccare su “Let’s Chill” per immergersi nei suoni dell’estate con tanto di grilli e cicale.

  • Noisli

Noisli è un sito che permette di ascoltare suoni ambientali di alta qualità. All’interno troverete delle playlist appositamente studiate e divise in varie categorie per rilassarsi, aumentare la produttività, dormire, studiare, scrivere, ecc. Non tutte però sono gratuite, nella versione pro la gamma di suoni è davvero molto ampia, anche se un po’ costosa.

  • My Noise

Questo è un sito web molto strutturato in cui si possono ascoltare un centinaio di diversi tipi di suoni, da quelli della natura a quelli industriali. E’ diviso in categorie e all’interno di ognuna c’è una breve spiegazione del tipo di suono ascoltato e varie testimonianze e recensioni degli utenti. All’inizio potrebbe sembrarvi complicato scegliere un suono vista la quantità di categorie proposte, ma di sicuro troverete quelle che fanno in caso vostro!

La manutenzione degli apparecchi acustici

I vostri apparecchi vanno trattati con cura come se fossero i vostri migliori amici: infatti sono sempre con voi. Con gli apparecchi vivete ogni momento della vita quotidiana, viaggiano con voi e vi accompagnano in tutte le attività del tempo libero. Ecco alcuni piccoli accorgimenti utili per i vostri apparecchi che necessitano di una cura particolare per mantenerli perfettamente funzionanti.

Le batterie

Per funzionare l’apparecchio acustico ha bisogno di energia. L’elettricità che alimenta il processore e l’amplificatore proviene da una piccolissima batteria a bottone. Ogni apparecchio richiede un’apposita batteria e non è possibile utilizzare in alcun caso batterie di tipo diverso, ad esempio quelle per orologi o altre batterie a bottone. La maggior parte di queste presenta infatti un voltaggio troppo elevato e può provocare danni al vostro apparecchio.

Da Centri Udito potete trovare batterie adatte per tutti i modelli di apparecchi acustici, disponibili nelle dimensioni 10, 13, 312 e 675 e godere di uno sconto particolare con l’acquisto di 10 confezioni.

Prodotti per pulire l’apparecchio

Una corretta pulizia periodica è importante non soltanto per motivi igienici, ma per assicurare anche il corretto funzionamento dell’apparecchio, oltre ad aumentarne la longevità. I nostri audioprotesisti sono a vostra disposizione per darvi consigli efficaci e consigliarvi i prodotti di pulizia specifici, dalle salviette detergenti alle pastiglie disidratanti da utilizzare soprattutto nel periodo estivo. Scopri la gamma completa dei prodotti Centriudito https://www.centriudito.it/prodotti/prodotti-pulizia/

Consigli utili per tutti i tipi di apparecchi

Proteggerli dallo sporco
Prima di toccare gli apparecchi acustici assicuratevi di avere le mani pulite e asciutte. Il rischio è quello di ostruire l’ingresso del microfono che è largo solo qualche decimo di millimetro. Consigliamo ad ogni modo una controllo periodo da parte del vostro audioprotesista per mantenere l’effetto protettivo dell’involucro dell’apparecchio, soprattutto in caso di utilizzo intenso.

Evitare l’esposizione a fonti di calore
Non appoggiate i vostri apparecchi acustici vicino a radiatori o forni e teneteli al riparo dai raggi solari diretti.

Evitare il contatto con l’acqua
Consigliamo di non riporre gli apparecchi in bagno, ma soprattutto ricordatevi di toglierli per fare il bagno o la doccia.
Asciugatevi bene le orecchie prima di indossare nuovamente gli apparecchi acustici e non immergeteli mai nell’acqua.

Attenzione alla lacca per capelli e al trucco
Se siete abituati ad utilizzare la lacca o altri prodotti per capelli ricordatevi di togliere gli apparecchi acustici. Gli spray infatti potrebbero ostruire l’ingresso del microfono e bloccare il regolatore del volume.

Durante la notte, estraete le batterie e lasciate aperti i vani batteria
Consigliamo di riporre gli apparecchi acustici nella propria scatola o ancor meglio nel contenitore per la deumidificazione.

Sostituire il tubicino di collegamento
Circa ogni tre mesi è importante far sostituire dal proprio audioprotesista il tubetto di collegamento tra l’auricolare e l’apparecchio acustico retroauricolare. Con il passare del tempo il tubicino si indurisce, pregiudicando la trasmissione acustica e di conseguenza la qualità del suono.

 

Per una manutenzione accurata o in caso di eventuali anomalie funzionali vi consigliamo di recarvi in uno dei nostri centri specializzati.

Noi di Centriudito continuiamo a prenderci cura di voi e del vostro udito. Prenotate la vostra visita gratuita, per maggiori informazioni potete telefonare al numero verde: 800 611 300

Cos’è la Sindrome di Alport?

La sindrome di Alport è una malattia rara caratterizzata dalla progressiva perdita di funzione renale e uditiva e, in alcuni casi, anche da alterazioni oculari. È causata da un difetto nella sintesi del collagene di tipo IV, una proteina che costituisce la struttura fondamentale del tessuto connettivo, concorre alla formazione delle pareti dei vasi, delle cartilagini, dei legamenti, dei tendini, delle ossa e rappresenta un componente indispensabile della struttura delle membrane basali dei reni, degli occhi e dell’orecchio.

Sintomi e ipoacusia neurosensoriale

Le manifestazioni principali, dovute all’alterazione della sintesi del collagene, comprendono la nefropatia progressiva, che può portare a insufficienza renale e a sordità neurosensoriale. La fibrosi interessa pertanto anche l’orecchio, con maggiore incidenza nei maschi e progressiva sordità.

Alcuni ricercatori nel 1996  hanno identificato 10 criteri necessari a diagnosticare la Sindrome di Alport, dei quali almeno quattro devono essere riscontrati:

  • Storia familiare di nefrite con inspiegata ematuria (sangue nelle urine)
  • Ematuria senza diagnosi di alcun’altra nefropatia ereditaria
  • Ipoacusia neurosensoriale bilaterale nell’intervallo di frequenze da 2000 a 8000 Hz. La perdita di udito si sviluppa gradualmente, non è presente nella prima infanzia, ma spesso appare prima dei 30 anni
  • Mutazione nel gene COL4An (dove n = 3, 4 o 5)
  • Progressione graduale all’insufficienza renale terminale di almeno due membri della famiglia
  • Evidenza immunoistochimica di completa o parziale carenza dell’epitomo di Alport (marker antigenico)
  • Estese anormalità dell’ultrastruttura della membrana basale glomerulare
  • Lesioni oculari, come lenticono anteriore, cataratta e chiazze retiniche
  • Macrotrombocitopenia o inclusioni granulocitiche
  • Diffusa leiomiomatosi dell’esofago o dei genitali femminili, o entrambi

Cause della malattia

La sindrome è causata da mutazioni dei geni COL4A3, COL4A4, COL4A5, codificanti per le catene di collagene di tipo IV (basta che sia mutato un solo gene).

Nella maggior parte dei casi, la sindrome di Alport è legata al cromosoma X: in genere solo i maschi (che hanno un solo cromosoma X) presentano i sintomi, mentre le femmine, a parte alcune eccezioni, sono portatrici sane (perché possiedono un altro cromosoma X oltre a quello mutato, che può compensarne le funzioni). Si conoscono tuttavia anche casi di trasmissione autosomica recessiva (occorre ereditare due copie del gene mutato da entrambi i genitori per manifestare la malattia) e autosomica dominante (basta ereditare una sola copia del gene mutato da uno dei genitori).

La sindrome di Alport fu descritta nel 1927 dal Dott. Artur Cecil Alport che individuò la presenza di numerosi casi di ematuria e sordità in diversi componenti di una stessa famiglia nella quale i maschi avevano un quadro clinico renale molto grave associato a deficit uditivo, mentre le donne presentavano un certo grado di calo uditivo ed ematuria, senza compromissione renale. La malattia varia da individuo a individuo, anche all’interno della stessa famiglia, coinvolgendo sia i bambini che gli adulti ed insorgenza e progressione sono imprevedibili.

Rimedi e possibili cure

In tutti i soggetti colpiti si evidenzia la presenza di ipoacusia neurosensoriale progressiva.

Il danno uditivo è rappresentato da una sordità neurosensoriale bilaterale e progressiva tale da dare seguito all’utilizzo degli apparecchi acustici. La perdita dell’udito inizia, generalmente, interessando le alte frequenze per poi progredire verso le medie e basse. L’evoluzione della sordità determina una riduzione della comprensione verbale, soprattutto in presenza di rumore che, associata ai difetti visivi causati dalla malattia, altera i normali rapporti sociali e le potenzialità lavorative sfociando spesso in fenomeni di isolamento e depressione. L’utilizzo degli apparecchi acustici è un atto terapeutico fondamentale per limitare e bloccare tali conseguenze. L’incidenza dei danni a livello oculare è più bassa di quella della sordità. I problemi principali della sindrome di Alport sono a livello renale, perché determinano una forma grave di nefrite che obbliga il paziente ad affrontare un lungo iter clinico di dialisi e successivo trapianto.

Al momento non esiste una terapia specifica per la sindrome di Alport. I pazienti affetti vanno sottoposti a frequenti controlli per valutare la funzionalità renale e la pressione del sangue. L’approccio è, pertanto, preventivo e sintomatico stabilendo dei regimi terapeutici farmacologici o dietetici, per tentare di rallentare la progressione della malattia. La prevenzione primaria consiste nel prevenire la trasmissione della malattia con un corretto approccio genetico e diagnostico preconcezionale e prenatale. La prevenzione secondaria consiste in check-up periodici con visita nefrologica (analisi del sangue e delle urine), visita otorinolaringoiatrica con esame audiometrico e visita oftalmologica.

Nei bambini è di fondamentale importanza effettuare una terapia idonea a rallentare il decorso dell’insufficienza renale cronica. Il trattamento conservativo è indirizzato ad una corretta alimentazione deve essere ipoproteica (cioè a basso contenuto di proteine e sali minerali) e questo può contribuire a ritardare l’inizio della dialisi.